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complessità
Dal cervello subcognitivo al progetto di un software per il Knowledge Management. La teoria della complessità applicata alla rappresentazione e valorizzazione della conoscenza.( Per approfondimenti o per richiedere la tesi scrivete a Francesco Galvani) L'applicazione multidisciplinare della teoria della complessità. Dalla sua esposizione e relazioni con l'epistemologia attuale, all'analisi - per mezzo di essa - del problema della rappresentazione della conoscenza negli organismi biologici e al suo trasferimento intra-specie per mezzo delle interfacce. Analisi ad ampio respiro delle mutue relazioni tra mente-cervello-logiche subcognitive-frames-artefatti-significazione sociale-intelligenza sistemica. E quel che è davvero sconcertante è che non si tratta nemmeno di un lavoro pudicamente compilativo! Cosa si può aggiungere ancora all’analisi dell’universo delle conoscenze? Non sono già bastati più di 3 millenni di filosofie e ipotesi su cervello e rappresentazioni mentali per saziare sino alla nausea la fame epistemologica di qualsiasi persona sull’argomento? A tal «interpellanza» i top manager e i grandi amministratori delegati di mezzo globo sentenzierebbero senza indugio: «Assolutamente no!». E, considerata la predominanza del sentore economico nel gioco degli equilibri della fase storica attuale, conviene furbescamente stendere un soffice manto rosso (o una risoluta firma) in prossimità di queste dichiarazioni. Ciò che questi attori di rilievo individuano nel concetto di «conoscenza» coincide con un particolare sotto-prodotto dello schietto utilitarismo che l’economia di mercato associa a tutto ciò che è – sotto qualsiasi declinazione – fonte di vantaggio per il possessore. Se, insomma, può non essere troppo blasfemo descrivere i knowledge leader delle multinazionali come dei novelli Socrate, ostinatamente impegnati ad assistere le persone a partorire quei saperi ben nascosti nella loro oscura e profonda intimità, è, d’altra parte, duopo rilevare la strategica polarità di queste operazioni, interamente votate alla creazione di vantaggio competitivo per l’organizzazione. Questo assioma determina il significato di quell’inebriante e orgiastico processo di catarsi che prende il nome altisonante di Knowledge Management. In definitiva, gli intenti ci proiettano piuttosto lontano dall’antica Grecia e, sebbene potremmo a ragione condividerne l’entusiasmo speculativo, dobbiamo in ogni istante tenere «a mente» l’inedita meta strategica.......leggi il resto
by
cmazzuc
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last modified
13-10-2009 11:58
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